lunedì 5 dicembre 2016

The day after...



Di solito non scrivo di politica sul mio blog, ma ieri penso sia stata scritta una bella pagina per la democrazia del mio paese.

Oggi è il giorno dopo, il giorno dopo cosa? Il giorno dopo il referendum che poneva il quesito sulla modifica della costituzione della Repubblica italiana, e il giorno dopo è bello, perché tutti sanno esattamente i motivi che hanno portato al risultato del quesito stesso. Ora io non sono un esperto, ma sono ingegnere, e come tale adoro le definizioni, adoro i dettagli, perché sono quelli che fanno la differenza, sono quei dettagli che durante un esame di analisi matematica ti fanno ritrovare sbattuto fuori dall'aula se al posto di un "se" hai detto per sbaglio un "se e solo se", e questo perché le parole hanno un peso. Allora come ultimo degli ignoranti sono andato a rispolverare un po' di quel latino liceale studiato ormai una vita fa' e mi sono detto ma che significato hanno le tre parole "repubblica" , " costituzione" e "referendum", visto che siamo andati a votare su un referendum per la modifica della costituzione delle repubblica italiana? Allora dai vecchi libri ormai ingialliti ho avuto queste risposte:
  • "referèndum s. m. [propr. lat. mod., gerundivo neutro sostantivato del verbo referre «riferire», dalla locuz. ad referendum«(convocazione) per riferire»"
  • repubblica La locuzione res publica è formata dal sostantivo latino res (genericamente, “cosa”), che assume sfumature semantiche differenti a seconda dell'aggettivo con cui è costruito: in questo caso, significa letteralmente “cosa del popolo”, e designa l'insieme dei possedimenti, dei diritti e degli interessi del popolo e dello Stato romano."
  • "costituzione legge fondamentale, superiore a ogni altra, che definisce i diritti e i doveri dei cittadini e l’ordinamento dello stato: costituzione repubblicana;" 
Già da queste tre definizioni è chiaro perché il NO abbia stravinto, perché se si andavano ad esaminare con attenzione alcuni articoli imposti dalla nuova costituzione, e in particolare l'art. 117 si sarebbe subito capito che la repubblica ovvero la "cosa pubblica" sarebbe diventata la "cosa privata" e questo fatto sarebbe stato scritto all'interno della costituzione che come dice la definizione stessa sancisce i diritti e i doveri dei cittadini. L'errore più grande da parte di chi voleva questo cambiamento della costituzione, è stato quello di far decidere al popolo attraverso "una convocazione per riferire" (referendum) ,e cioè è stato quello di far dire al popolo se volesse cedere a terzi ossia a privati quello che fino ad ora era stato pubblico,e questo è un po' una contraddizione in termini; è lo stesso meccanismo per cui fino ad ora non ho mai visto una legge votata dal parlamento per la riduzione dello stipendio ai parlamentari. 

La grande vittoria che ieri c'è stata è stata quella di un popolo che ha deciso di confrontarsi in massa, di un popolo che ha saputo leggere il quesito al di là della cortina fumogena del "riduciamo le spese", dal mio punto di vista per ridurre le spese cari sostenitori del SI bastano le leggi ordinarie, non serve cambiare la costituzione trasformando l'Italia  da una "res pubblica" ad una "res privata", il prezzo da pagare in termini di diritti acquisiti in anni di lotte e guerre era troppo alto e non valeva certo lo stipendio di quei 4 senatori in meno che questa riforma avrebbe portato, questo penso che sia il vero motivo per cui in NO abbia vinto.

Almeno dal mio punto di vista non è stato un SI o un NO a questo governo, ma è stato un SI o un NO al diritto di poter dire la mia in termini di energia, trasporti, acqua, istruzione etc etc etc...

Ora però è tempo di andare avanti e far tornare insieme il nostro paese, che è il paese più bello del mondo, un paese dove valga la pena vivere, progettare e avere un futuro.