sabato 9 dicembre 2017

Riflessioni di un sabato di dicembre...

Il digitale....

Prendo una foto di 30 anni fa', ingiallita un po' screpolata, apro un libro, anche lui profuma del tempo che è passato, ascolto un L.P. sul piatto e sento lo scricchiolio della puntina sul vinile come segnale del tempo che è passato; l'analogico è così come noi, invecchia con noi, non ha la pretesa di essere perfetto ma ci dà la sensazione di essere unico, di accompagnarci nella nostra esistenza e invecchiare con noi, ci dà la consapevolezza che ogni volta che riascoltiamo un brano su quella particolare traccia del disco non sarà mai come la volta precedente o la successiva, e in quel momento sappiamo di vivere un attimo unico e irripetibile, ed  è per questo che ha in se qualcosa di magico; chi è nato nell'epoca del digitale forse certe cose fa fatica a capirle, il digitale rappresenta esattamente la vita di oggi, frenetica, portabile, industriale...oggi posso scattare migliaia di foto, avere nel mio cellulare migliaia di canzoni, sempre tutte uguali, sempre con gli stessi colori, sempre con lo esatto suono, perfetto ma anonimo, le foto non ingialliscono più, rappresentano solo la sensazione di un attimo che farà posto alla sensazione dell'attimo dopo in un mondo dove "condividere" è diventato più importante di "vivere", il digitale ha tolto il velo del tempo alle cose, le immagini e i suoni oggi non invecchiano più, tutto rimane sempre uguale, fermo, cristallizzato nel tempo, esattamente come come la società di oggi ci vuole, fermi, sempre giovani, omologati,sempre uguali....abbiamo rimosso dalle nostre menti il fermarci, l'ascoltare, il vivere un momento....