giovedì 25 settembre 2025

Ciao Gianni...



Ciao Gianni, voglio ricordarti così, con il tuo primo gioco scritto da te su Commodore 64: Strike & Ball , mi sembrava una cosa eccezionale quasi magica che da una piccola scatola si potessero avere simili cose, per me che allora ragazzino già fantasticavo di diventare un giorno un programmatore. Ricordo le giornate a scrivere codice su penna, le variabili con due caratteri, i primi cicli for , i goto del basic, il linguaggio macchina e poi ci siamo ritrovati al bridge l'anno scorso. Ho appena fatto in tempo a darti il tuo codice preso dai floppy dell'epoca e riconvertito per vice, e il mio ultimo libro su PostgreSQL con una dedica per te dove scrissi "A Gianni dove tutto è iniziato...".  Un abbraccio grande, maestro e amico mio...ovunque tu ora sia...


venerdì 6 marzo 2020

Venerdì sera, pensieri, surreale

Il venerdì sera era il caos, il mezzo di emergenza faticava a farsi strada tra le automobili, gli scooter, le code dei semafori, i rumori, ora è silenzio, e si può quasi sentire l'eco del ritorno dell'acuto della sirena, strade completamente deserte, cosa è successo? cosa ci è successo?
Siamo in guerra senza una guerra, si percepisce un'atmosfera irreale, la si sente nel peso l'aria che si respira, è il peso della paura, il peso dell'incertezza, di quell'incertezza che noi come società abbiamo dimenticato, perché presi da una vita scandita da certezze, orari, appuntamenti, scandita dai nostri viaggi perfetti, pianificati, con i tempi certi forniti da google map, dalla certezza dei prezzi di amazon, dalla certezza che ci viene fornita da tutte le informazioni che oggi possiamo avere attraverso un click sul touchscreen del nostro cellulare...
Poi di colpo è arrivato qualcosa di imprevisto, qualcosa di imprevedibile e ci siamo trovati spiazzati, perché ? Perché il nostro modo di vivere ha voluto mettere sotto il tappeto il concetto di incertezza, il concetto di sofferenza, il concetto di morte. Ci siamo voluti dimenticare che prima o poi dobbiamo morire, senza sapere quando e come, abbiamo dimenticato il concetto del tempo che passa, e abbiamo dimenticato di come il tempo possa essere un  nostro compagno prezioso che ci accompagna durante il nostro passaggio su questo pianeta.
Ed eccoci qui ora tutti a cercare disperatamente sui nostri televisori, sui nostri telefonini, computer quella notizia , si quella notizia che possa farci tornare indietro quando questa incertezza non c'era, vorremmo tutti tornare indietro indietro,e cerchiamo sicurezze, e le vogliamo cercare sempre al di fuori da noi stessi, laddove invece le risposte sono sempre e soltanto dentro di noi, la verità è che potremmo vivere per altri 100 anni o per 1 un secondo soltanto, il gioco della vita è questo lo è sempre stato e sempre lo sarà. Forse in tutta questa follia generalizzata, mondiale, forse in questo periodo così incerto, forse proprio ora, lontano dalla confusione, lontano dalle inutili resse nei centri commerciali, forse solo ora possiamo capire quale sia la nostra vera essenza.....





domenica 21 ottobre 2018

Letargo....

Fuori piove, l'inverno arriva, e noi che se avessimo il letargo ci godremmo solo il meglio...

sabato 9 dicembre 2017

Riflessioni di un sabato di dicembre...

Il digitale....

Prendo una foto di 30 anni fa', ingiallita un po' screpolata, apro un libro, anche lui profuma del tempo che è passato, ascolto un L.P. sul piatto e sento lo scricchiolio della puntina sul vinile come segnale del tempo che è passato; l'analogico è così come noi, invecchia con noi, non ha la pretesa di essere perfetto ma ci dà la sensazione di essere unico, di accompagnarci nella nostra esistenza e invecchiare con noi, ci dà la consapevolezza che ogni volta che riascoltiamo un brano su quella particolare traccia del disco non sarà mai come la volta precedente o la successiva, e in quel momento sappiamo di vivere un attimo unico e irripetibile, ed  è per questo che ha in se qualcosa di magico; chi è nato nell'epoca del digitale forse certe cose fa fatica a capirle, il digitale rappresenta esattamente la vita di oggi, frenetica, portabile, industriale...oggi posso scattare migliaia di foto, avere nel mio cellulare migliaia di canzoni, sempre tutte uguali, sempre con gli stessi colori, sempre con lo esatto suono, perfetto ma anonimo, le foto non ingialliscono più, rappresentano solo la sensazione di un attimo che farà posto alla sensazione dell'attimo dopo in un mondo dove "condividere" è diventato più importante di "vivere", il digitale ha tolto il velo del tempo alle cose, le immagini e i suoni oggi non invecchiano più, tutto rimane sempre uguale, fermo, cristallizzato nel tempo, esattamente come come la società di oggi ci vuole, fermi, sempre giovani, omologati,sempre uguali....abbiamo rimosso dalle nostre menti il fermarci, l'ascoltare, il vivere un momento....

sabato 26 agosto 2017

Alleria....



Passa ‘o tiempo e che fa
tutto cresce e se ne va passa
‘o tiempo e nun vuo’ bene cchiù.
Voglio ‘o sole pe’ m’asciutta’
voglio n’ora pe’ m’arricurda’.

Alleria pe’ nu mumento
te vuo’ scorda’
cha hai bisogno d’alleria
quant’haje sufferto
‘o ssape sulo Dio.

E saglie ‘a voglia d’allucca’
ca nun c’azzicche niente
tu vulive sulamente da’ l’alleria
se ne va…

Passa ‘o tiempo e che fa
se la mia voce cambierà passa
‘o tiempo e nun te cride cchiù
e ti resta solo quello che non vuoi
e non ti aspetti niente
perché lo sai che passa
‘o tiempo ma tu non cresci mai.

E saglie ‘a voglia d’allucca’
ca nun c’azzicche niente
tu vulive sulamente da’ l’alleria
se ne va…
..."Alleria pe’ nu mumento ....  te vuo’ scorda’ .... cha hai bisogno d’alleria ....quant’haje sufferto ‘o ssape sulo Dio"....

Ciao Pino !!!

sabato 1 luglio 2017

Penso che...




...la mia generazione sia quella che sta soffrendo più di tutti questa crisi., quella generazione a cavallo dei 40, quella generazione dimenticata dalle statistiche dei TG,quella generazione che non è più giovane ma non è ancora vecchia e forse non lo sarà mai con le pensioni che saranno consegnate ai novantenni accompagnati dai genitori, la generazione che vissuto gli anni del benessere e gli anni in cui c'era la convinzione che la vita sarebbe stata migliore e che si sarebbe potuto costruire qualcosa di buono nel nostro futuro, futuro che ci è stato portato via giorno per giorno, minuziosamente pezzetto dopo pezzetto in sordina, smantellando e distruggendo nel tempo tutta la fiducia e la voglia di fare attraverso salari sempre più bassi e tasse sempre più alte...e ora cosa resta? La fortuna di aver vissuto anni credo unici in cui si era convinti che niente e nessuno avrebbe mai fermato quell'entusiasmo e quella voglia di un avvenire migliore, forse resta solo questo davvero oggi in periodo dove conta solo l'1+1 che deve fare per forza 2 e dove le emozioni sono state chiuse in un cassetto...

martedì 31 gennaio 2017

Cosa resta.....

La furia è passata, resta solo il silenzio e tanta desolazione; resta il silenzio delle istituzioni praticamente inesistenti, il silenzio di coloro che non ci sono più, il silenzio del vento che soffia sulle montagne, quel silenzio che ti prende dentro e che non ti lascia più , ed ora via libera ai  soliti "J'accuse", inizierà una storia che conosciamo bene,  tutti per un po' accuseranno tutti, nessuno risolverà nulla fino all'arrivo del prossimo caso umano da dare in pasto ai media, che in mancanza d'altro ci proporranno le finte lacrime dell'isola dei famosi...questa è la pseudo realtà che viviamo tutti i giorni, le nostre vite messe in un tritacarne che macina tutto, amalgama tutto da far sembrare un reality anche quello che reality non è.

I giorni scorsi qui in Abruzzo sono morte persone vere, persone con vite vere, e tutto è diventato spettacolo, la conta dei morti e dei vivi, i soccorsi, tutto....e per tutti coloro che non c'erano bastava accendere la TV, aprire un social, versare una lacrima, mettere un "mi piace" o "tirar su una condivisione" per mettere apposto la propria coscienza. Forse il silenzio sarebbe stato meglio, più dignitoso, più rispettoso, il silenzio di tutti noi, davanti a qualcosa molto più grande di noi. La cosa che secondo me è venuta fuori da tutta questa storia è che la nostra società, il nostro modo di vivere, la nostra "tecnologia" è fragile, molto fragile, perché complicata e perché finalizzata solo al profitto, basta una nevicata eccezionale per far crollare capannoni, stalle, case perché tutto oggi deve essere costruito per chiudere i contratti il prima possibile e incassare, e non si costruisce più per far durare le cose nel tempo; e poi ci sono i tralicci della corrente elettrica che sono venuti giù come fossero stati di burro e senza corrente elettrica si è tornati nel 1800 ma senza avere più la struttura tecnologica del 1800 è questo il punto, oggi senza corrente si è praticamente morti, senza corrente non ci si scalda perché i nostri riscaldamenti hanno bisogno di corrente per alimentare le pompe e anche le nostre fantastiche stufe a pellet che hanno sostituito quelle a legna hanno bisogno di corrente, per cui senza corrente non si piomba neanche più nel 1800 ma molto molto prima, nel tempo antecedente a quello in cui l'uomo ha scoperto il fuoco; e poi ci sono i trasporti che si fermano e senza trasporti non si mangia più, perché oggi nessuno produce più niente in casa ma tutto viene acquistato dell'esterno...e così via...

Basta una nevicata per quanto eccezionale fosse, per mettere in ginocchio il nostro stile di vita, e già, perché noi di solito la Natura non la consideriamo nella nostra vita, la consideriamo come fosse un inquilino scomodo e non il padrone di casa, e quindi nascondiamo la polvere sotto al letto e facciamo finta che la Natura non esista, usiamo la nostra "fragile" tecnologia per domarla, e così costruiamo dove non si può costruire, manipoliamo, disboschiamo, tanto noi possiamo perché pensiamo di risolvere tutto con la tecnologia, e il bello è che quando succedono fatti come questi non impariamo nulla dai nostri errori, perché viviamo in un epoca dove la nostra memoria ha la durata di un telegiornale e poi torniamo alla nostra piccola routine, fin quando non succederà un'altra volta, fin quando non ci toccherà personalmente...come si dice "Chi è causa del suo male pianga se stesso!!!"