La furia è passata, resta solo il silenzio e tanta desolazione; resta il silenzio delle istituzioni praticamente inesistenti, il silenzio di coloro che non ci sono più, il silenzio del vento che soffia sulle montagne, quel silenzio che ti prende dentro e che non ti lascia più , ed ora via libera ai soliti "J'accuse", inizierà una storia che conosciamo bene, tutti per un po' accuseranno tutti, nessuno risolverà nulla fino all'arrivo del prossimo caso umano da dare in pasto ai media, che in mancanza d'altro ci proporranno le finte lacrime dell'isola dei famosi...questa è la pseudo realtà che viviamo tutti i giorni, le nostre vite messe in un tritacarne che macina tutto, amalgama tutto da far sembrare un reality anche quello che reality non è.
I giorni scorsi qui in Abruzzo sono morte persone vere, persone con vite vere, e tutto è diventato spettacolo, la conta dei morti e dei vivi, i soccorsi, tutto....e per tutti coloro che non c'erano bastava accendere la TV, aprire un social, versare una lacrima, mettere un "mi piace" o "tirar su una condivisione" per mettere apposto la propria coscienza. Forse il silenzio sarebbe stato meglio, più dignitoso, più rispettoso, il silenzio di tutti noi, davanti a qualcosa molto più grande di noi. La cosa che secondo me è venuta fuori da tutta questa storia è che la nostra società, il nostro modo di vivere, la nostra "tecnologia" è fragile, molto fragile, perché complicata e perché finalizzata solo al profitto, basta una nevicata eccezionale per far crollare capannoni, stalle, case perché tutto oggi deve essere costruito per chiudere i contratti il prima possibile e incassare, e non si costruisce più per far durare le cose nel tempo; e poi ci sono i tralicci della corrente elettrica che sono venuti giù come fossero stati di burro e senza corrente elettrica si è tornati nel 1800 ma senza avere più la struttura tecnologica del 1800 è questo il punto, oggi senza corrente si è praticamente morti, senza corrente non ci si scalda perché i nostri riscaldamenti hanno bisogno di corrente per alimentare le pompe e anche le nostre fantastiche stufe a pellet che hanno sostituito quelle a legna hanno bisogno di corrente, per cui senza corrente non si piomba neanche più nel 1800 ma molto molto prima, nel tempo antecedente a quello in cui l'uomo ha scoperto il fuoco; e poi ci sono i trasporti che si fermano e senza trasporti non si mangia più, perché oggi nessuno produce più niente in casa ma tutto viene acquistato dell'esterno...e così via...
Basta una nevicata per quanto eccezionale fosse, per mettere in ginocchio il nostro stile di vita, e già, perché noi di solito la Natura non la consideriamo nella nostra vita, la consideriamo come fosse un inquilino scomodo e non il padrone di casa, e quindi nascondiamo la polvere sotto al letto e facciamo finta che la Natura non esista, usiamo la nostra "fragile" tecnologia per domarla, e così costruiamo dove non si può costruire, manipoliamo, disboschiamo, tanto noi possiamo perché pensiamo di risolvere tutto con la tecnologia, e il bello è che quando succedono fatti come questi non impariamo nulla dai nostri errori, perché viviamo in un epoca dove la nostra memoria ha la durata di un telegiornale e poi torniamo alla nostra piccola routine, fin quando non succederà un'altra volta, fin quando non ci toccherà personalmente...come si dice "Chi è causa del suo male pianga se stesso!!!"